Sesta tappa: Oslo

Sesta tappa: Oslo

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Altri 600 chilometri macinati sotto una pioggia leggera ma freddissima, mi sembrava di sentirla sulla pelle, nonostante tuta e protezioni. Le temperature si sono abbassate: han continuato a scendere man mano che mi son spostato sempre più a nord e ora ci saranno circa 6° C .
In un baretto al lato della strada ho trovato un altro gruppo di motociclisti di ritorno da Capo Nord. Tra porzioni di baccalà essiccato e birra, ci siamo scambiati impressioni sul viaggio. Sembra quasi di essere tutti uniti dallo stesso filo conduttore, dalla stessa voglia di superare i propri limiti e spingersi fino a quel bordo ultimo, quello del non ritorno.
Ad Oslo mi attende un piccolo velivolo: la mia moto non è in grado di arrivare ad Alta ma non voglio rischiare di annichilire lo spirito di questo viaggio con un comodo volo di linea. Forse è una velleità mia, senza una preoccupazione reale, ma preferisco l’idea di imbarcarmi su un velivolo sgangherato. Mi sembra più romantico in un certo modo e non vedo l’ora di poter vedere sotto di noi i fiordi che si inabissano nel Mare del Nord.
Mi soffermo a guardarlo dalle finestre della piccola sjøhus dove sto attendendo il pilota: tra qualche ora partiremo e all’atterraggio troverò un’altra moto ad attendermi, per percorrere gli ultimi tratti del percorso. A portarmela sarà un contatto datomi da Aurelio, uno dei miei più cari amici. Un vecchio pescatore, a quanto pare, che si rende disponibile nell’accogliere i viaggiatori diretti verso Capo Nord. Un tipo un po’ strano, a detta di Aurelio, cupo, “quasi antico”, mi ha detto. Lo vedrò una volta atterrato, inutile pensarci troppo ora.


#Pivert #Nordkapp

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